“Apertura” del Mar Rosso secondo la scienza

    In questo articolo voglio dedicare le nostre ricerche all’analisi di uno degli avvenimenti naturali più spettacolari di tutta la Bibbia, l’apertura delle acque del Mar Rosso. In realtà, però, bisogna dire che il Mar Rosso non si aprì, ma “si ritirò”. Secondo il Libro dell’Esodo, Mosè e il popolo, durante la loro fuga dall’Egitto, ad un certo punto si trovano intrappolati fra le spade sguainate degli egiziani che li stavano inseguendo e la vastità delle acque del Mar Rosso. Erano in trappola e non avevano scampo.

    Improvvisamente soffiò un vento talmente forte che fece ritirare le acque del mare scoprendo la terra. Quelle moltitudini di persone guidate da Mosè, alla visione di questo fenomeno a loro sconosciuto, ne approfittarono per continuare la fuga, riuscendo ad oltrepassare da una sponda all’altra quel corridoio di terra asciutta, e giusto in tempo prima che le acque ritornassero al loro posto e travolgere gli egiziani.

    Per i credenti, questo straordinario evento, biblicmente accaduto intorno ai 3000 anni fa, è avvenuto per opera di Dio in persona. Tuttavia, le moderne conoscenze di fisica e fluidodinamica sollevano dei dubbi.

    Il Mar Rosso è molto ampio e la sua massima larghezza è di 355 km e ha una profondità media di 490 metri. Dati questi calcoli, in quale punto specifico sia possibile attraversarlo a piedi? Le supposizioni sono tante, ma alcuni ricercatori della Bibbia indicano lo Stretto di Tiràn nel Golfo di Aqaba, come il punto corrispondente e assai possibile dove potrebbe essersi verificato un avvenimento simile.

    In questo punto, il Golfo si riduce a un canale largo appena 12 km e la barriera corallina lo rende il punto meno profondo di tutto il Mar Rosso, ma ciò nonostante la presenza di queste barriere, esse si trovano ad una profondità di circa 9 metri, profondità sufficiente per complicare la traversata a piedi di migliaia di persone (compresi carri e bestiame) narrata dalla Bibbia. Tuttavia, c’è anche il problema dei soldati egiziani e quello che mi chiedo è: perché essi non riuscirono a salvarsi? Perché non ebbero il tempo di ritornare indietro? (leggi l’articolo nel blog amico di Daniele Salamone)

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