וַיַּחְפְּר֥וּ עַבְדֵֽי־יִצְחָ֖ק בַּנָּ֑חַל וַיִּ֨מְצְאוּ־שָׁ֔ם בְּאֵ֖ר מַ֥יִם חַיִּֽים:
Wayyachperù ‘avde-itschaq banàchal wayy’mtse’ù-sham be’èr màyim chayyim
I servi di Isacco scavarono nel torrente e vi trovarono un pozzo di acque viva
Genesi 26,19
Nella Bibbia della CEI, leggiamo invece: «I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva».
I pozzi nella Bibbia
Isacco è ricordato per aver scavato molti pozzi. I pozzi erano molto importanti per chi, come Isacco, allevava bestiame. L’
acqua era un bene raro e prezioso, indispensabile sia per gli esseri umani che per i suoi numerosi greggi.
La bibbia narra di aspre dispute proprio per l’uso e il possesso dei pozzi, spesso contesi con altri pastori. Viene narrato anche che vari pozzi di Isacco furono chiusi e Isacco ne scavò di nuovi, finché nella valle scavò un pozzo dal quale scaturì un’acqua particolare: “acqua viva”.
Valle o torrente?
Nelle nostre bibbie il termine ebraico בַּנָּ֑חַל (bannàchal) viene tradotto “nella valle”, anche se in modo più esatto l’espressione dovrebbe essere tradotta “nel torrente”. Cartamente, il torrente in genere scorre in una valle, ma il senso però cambia.
L’acqua di quest’ultimo pozzo era diversa dalle altre acque. Era più pura, più limpida, più dissetante rispetto non alla valle, bensì all’acqua del torrente. Come vedete, questo dettaglio nella traduzione cambia tutto il senso!
Si parla di acque diverse, di profondità diverse, cui attingere per dissetarsi.
Le letture più o meno profonde della Bibbia ebraica
Vi è qui il senso di un fluire continuo che ci rende disponibile un’acqua sempre nuova, che non è mai la stessa, sempre fresca e dissetante, sempre accessibile per ristorarci nelle varie “arsure” della vita.
Anche lo studio della Bibbia, nella sua lingua originale, è uno “scavare” nell’inesauribile pozzo della Bibbia ebraica, permettendoci di cogliere dei dettagli linguistici che arricchiscono e chiariscono il senso della Scrittura, come abbiamo visto proprio in questo versetto.
Lo studio biblico e linguistico può essere infatti immaginato e simboleggiato a vari tipi di acque, corrispondenti a vari tipi di sete, sempre più profonde e sempre più difficilmente estinguibili, se non appunto attingendo al livello più profondo, quello simbolico che è in grado di dialogare con la nostra anima.