Che cos'è l'io in Ebraico biblico? - Simone Venturini

Che cos’è l’io in Ebraico biblico?

17 Dicembre 2020

Non cesso mai di stupirmi, ogni giorno, quando penso alle ricchezze nascoste nella Bibbia in Ebraico biblico.

Non cesso mai di stupirmi, ogni giorno, quando penso alle ricchezze nascoste nella Bibbia in Ebraico biblico.

Ieri, per esempio, leggendo alcuni brani poetici della Bibbia, mi sono imbattuto in un modo assai particolare di esprimere il pronome personale più usato "io".

I due modi di indicare il pronome personale in Ebraico biblico

In Ebraico abbiamo due modi per farlo. La prima forma, quella più usata, è אֲנִי ('anì).

La traduzione italiana "io" è alquanto approssimativa, poiché "io" in Italiano, è qualcosa che coincide con la "mente", ossia l'idea che abbiamo di noi e che gli altri hanno di noi.

In Ebraico, invece, 'anì viene dal verbo אָנָה ('anah) che significa "incontrare". Perciò il concetto del pronome personale ebraico è legato all'incontro e non all'individuo, come invece in Italiano e nelle altre lingue moderne.

L'altra forma è ancora più interessante ed è quella che ho incontrato ieri. Essa è נַפְשִׁי (nafshì).

La forma contiene la ben nota parola ebraica nefesh che significa "vita" in ogni sua forma ed espressione, compresa anche quella interiore.

Perciò, anche questa forma è solo approssimativamente tradotta "io". Dovremmo piuttosto dire "la mia persona", "me stesso", "quello che sono", ben più del nostro io mentale (Salmo 123,7).

Dimmi che "io" usi e ti dirò chi sei ...

Fa molto riflettere questo uso ebraico del pronome personale e la profondità con cui gli autori biblici comprendevano se stessi alla luce di YHWH, ossia di Dio.

Viene da chiedersi: noi oggi a che profondità attingiamo quando diciamo "io"? Solo all'identità che altri hanno creato per noi - soprattutto oggigiorno - oppure all'identità profonda, consapevolmente e liberamente condivisa?

Purtroppo, l'io spesso è individualista e non pensa neppure lontanamente di aver perduto un'appartenenza profonda con Dio e con la terra, da cui proviene.

Individualismo

Si crede che avere un sacco di conoscenze, di happy hours o apericene - quando si facevano - sia un antidoto contro la solitudine. Nulla di più sbagliato.

Solo se si riesce a stare con se stessi, con la ricchezza divina che risiede in noi - cfr. Genesi 1,26-28 - si saprà stare veramente in compagnia. Perché solo allora non saremo solo più tanti "io", ma tante persone.

Forse è proprio questo il senso profondo dei pronomi personali in Ebraico.

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Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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