Dio distrugge il mondo a causa dell’omosessualità?

Scritto da Simone Venturini

16 Luglio 2020

Di solito il capitolo 19 della Genesi viene chiamato in causa quando si parla di omosessualità. Tant’è vero che, dal nome Sodoma derivò poi quello di “sodomia“, ossia il cosiddetto “coito anale”. Ma vediamo insieme i versetti del capitolo 19 dove si parlerebbe di una tale pratica:

[Gli abitanti di Sodoma] chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!

Genesi 19,5

“Abusare” è la traduzione italiana del verbo ebraico yada’ (יָדָע) che significa due cose: “conoscere” e, come in questo caso, “avere un rapporto sessuale”. Siccome, poi, al versetto precedente – il versetto 4 – si dice che furono gli “uomini” che si avvicinarono alla casa di Lot, allora il riferimento è inevitabile: essi volevano avere un rapporto sessuale con i due uomini che si erano rifugiati da Lot, ossia con i due angeli (cf. Gen 19,1-3).

Lot scongiura gli uomini di Sodoma a non compiere quella cattiva azione ed offre loro, in cambio, le sue due figlie. Lot dice poi:

Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto.

Genesi 19,6-8

Sembra brutale e primitiva la proposta di Lot, che vuole offrire le sue due figlie in cambio dei due uomini (angeli) che erano entrati in casa sua. Eppure, inserita nel contesto sociale dell’epoca, la vicenda era priva del naturale obbrobrio che oggi proveremmo di fronte alla decisione di un padre di far stuprare le sue figlie.

Il dovere dell’ospitalità presso gli ebrei

Infatti, per gli antichi israeliti la pratica dell’ospitalità era sacra ed inviolabile. Lo “straniero”, infatti, apparteneva a quella categoria di persone – “vedove, orfani e stranieri” – che Dio più amava. Perciò il pio israelita doveva imitare Dio, amandole di conseguenza (cf. Gen 19 e Dt 10,18-19). Lot scongiura i sodomiti di non fare il male ai due uomini, perché sono entrati all’ombra del suo tetto.

Il male che i sodomiti avevano intenzione di fare era perciò duplice: avere un rapporto sessuale con i due uomini, violare il diritto di ospitalità. Ma la “profanazione” più grave, agli occhi di Lot, era che l’abuso non fu perpetrato a due persone che dormivano all’addiaccio in mezzo alla piazza (Gen 19,2), bensì a due persone  (per di più angeli) che dimoravano come ospiti in casa sua. Un episodio simile è narrato anche nel libro dei Giudici (cap. 19, 22 ss.).

Il motivo profondo della fine di Sodoma 

Occorre leggere in profondità il testo, per capire qual è la vera posta in gioco. Certamente, l’omosessualità è aspramente condannata dalla Bibbia (cf. Lv 18,22; 20,13).

Ma non fu quello il motivo per cui Dio decise di distruggere la città. Il vero motivo è che la città era TOTALMENTE (cf. Gen 19,4 – “tutto il popolo”) dedita al male; TOTALMENTE ripiegata in se stessa e chiusa a Dio; essi idolatravano il piacere sessuale, praticando in questo caso l’omosessualità.

Del resto, Lot subordina il male che i sodomiti volevano fare al male ancora più grave della profanazione dell’ospitalità concessa ai due uomini.

Dio non punisce distruggendo il mondo

Dio non punisce l’umanità a causa di particolari tendenze sessuali, anzi Dio non punisce affatto distruggendo il mondo che egli stesso ha creato. Nel mio libro Il potere segreto della Bibbia, ho parlato delle possibili cause naturali che portarono alla distruzione di Sodoma e del vero motivo per cui Dio punì Sodoma.

Furono poi gli autori della Bibbia a interpretare quella distruzione come causata dal “male” che i sodomiti commettevano. E, purtroppo, sono ancor oggi i fondamentalisti cattolici che predicano a destra e a manca a fomentare l’omofobia e il disprezzo in generale per gli omosessuali e in genere per chi non segue tutte le regole della morale, in una visione legalistica assurda!

Quando l’uomo si chiude in se stesso

Questo “male” era la loro completa e totale chiusura a Dio, anzi la sua sostituzione con l’attività sessuale che per i Sodomiti era diventata un’ossessione e una perversione. Questa chiusura totale, questa eliminazione totale di Dio dalla propria vita non può che avere tragiche conseguenze … causate da noi, però, e non da Dio! 

Simone Venturini

Simone Venturini

Biblista

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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